lunedì 22 dicembre 2014

MARIO MIELI: IL SISTEMA PUO’ANCHE VENIRE INCONTRO AI “DIVERSI”: “ SE RIGATE DRITTI E ACCETTATE DI VIVERE LA VOSTRA PERVERSIONE AL CHIUSO DI QUEI PICCOLI GHETTI CHE POSSIAMO CONTROLLARE E REGOLAMENTARE, VI PROTEGGEREMO NOI STESSI


MARIO MIELI A VENT'ANNI (RITRATTO DI DAVID HILL)

IL SISTEMA PUO’ANCHE VENIRE INCONTRO AI “DIVERSI”: “ SE RIGATE DRITTI E ACCETTATE DI VIVERE LA VOSTRA PERVERSIONE AL CHIUSO DI QUEI PICCOLI GHETTI CHE POSSIAMO CONTROLLARE E REGOLAMENTARE, VI PROTEGGEREMO NOI STESSI. CHI VA A BATTERE NEI PARCHI E NEI GABINETTI PUBBLICI CERCA GUAI: STATEVENE A CASA! O MEGLIO, VENITE AL SUPER COCK INTERNATIONAL PRIVACY CLUB: TROVERETE ANCHE IL RISTORANTE, LO SPOGLIARELLO, I FILMINI PORNO, IL CESSO PSICHEDELICO E, FORSE, L’USCITA ANTINCENDIO

 

MARIO MIELI  da Elementi di Critica Omosessuale Einaudi  1977 ( pag 157)

venerdì 31 ottobre 2014

DEBORAH DI CAVE : è il sesso non sicuro che contagia, non il buio, la promiscuità, il vapore della sauna o le orge!

Pubblichiamo la lettera di Deborah Di Cave,  che nel 1995 era presidente del circolo Mario Mieli, in risposta all'articolo dello scrittore e giornalista Mario Fortunato che, dalle pagine di LIBERAL, accusò l'Arcigay e il Mario Mieli di comportamento criminale e di considerare le dark room, de facto, come un valore.  https://www.blogger.com/blogger.g?blogID=5988530515424782772#editor/target=post;postID=312115500221275691;onPublishedMenu=allposts;onClosedMenu=allposts;postNum=10;src=postname



Caro Mario, devo dirlo: passata l'arrabbiatura iniziale resta l'amarezza di dover scrivere di certe cose proprio a te che così vicino sei stato al famoso Movimento, come se ogni volta ci fosse la speranza di non dover più parlare di certe non-verità così ben confezionate già da un certo tipo di giornalisti e di stampa.

Eppure ogni tanto certi discorsi rifanno capolino, complice il dolore per morti e silenzio di cui non si riesce a capire mai il motivo. E allora parliamone. Tutti possono vedere che cosa ne è stato del grande interesse dei mass media (in cui anche tu lavori) e delle istituzioni per l'epidemia Aids: campagne che non esistono, fondi tagliati, reparti ospedalieri che non aprono, preservativi a prezzi da borsa nera e perfino un ministro che di questa materia è stato leader che approva stanziamenti e contenuti per una nuova campagna informativa che fa inorridire tutta l'Europa. Ma questa è cronaca a tutti visibile come gli episodi di rapine con siringhe infette. Poi c'è dell'altro, e ormai sono in molti a parlarne, scriverne, discuterne. In questi anni il mondo omosessuale – esattamente, va detto, come quello della tossicodipendenza – non è rimasto con le mani in mano a contare i propri morti per gli osservatori epidemiologici, e non ha ceduto spazi a chi, vedi gruppi religiosi e pseudo istituzionali, non sapeva e poteva occuparsene. E' qui la prima grande lacuna del tuo articolo (vedi Liberal n.7) Io non posso parlare che per il Mario Mieli e per qualche decina di associazioni appartenenti a Forum Aids Italia e già così ho molto da dire: dov'è nelle tue dissertazioni l'unità di strada del Circolo che da mesi sosta ogni sera in tutti i luoghi di battuage di Roma per dare preservativi, lubrificanti, opuscoli diretti e ad hoc, pareri medici, psicologici, legali e supporto da parte di volontari? Eppure è un progetto pioniere, gestito da omosessuali e per omosessuali in collaborazione con l'Istituto superiore di sanità!

E dove è l'assistenza domiciliare che va avanti dal 1989 quasi sempre senza finanziamenti e che finora ha assistito almeno un centinaio di malati di AIDS? Dov'è il consultorio psicologico, legale e previdenziale? Dove il gruppo di aiuto-aiuto delle (e non "pe le") persone sieropositive, il test al S.Giovanni, il centralino telefonico aperto otto ore al giorno?

Ma è vero,c'è anche chi all'interno del mondo omosessuale non ama più di tanto l'argomento aids, temendo una strumentalizzazione che in tanti hanno già vissuto, gay=Hiv. Scusa, ma non si può tacere ancora, è il sesso non sicuro che contagia, non il buio, la promiscuità, il vapore della sauna o le orge! Anzi...il vero motivo per cui gli omosessuali sono riusciti a controllare l'avanzata dell'epidemia meglio degli altri non è solo perchè sono stati i primi e per molto tempo gli unici a parlare di preservativo, ma anche perchè sono stati i primi e sono ancora gli unici a rifiutare il moralismo sessuofobico che diffondeva e diffonde notizie non corrette e pericolosissime. La vera fortuna dei gay è stata "evita il sesso promiscuo", ma "fai sesso sicuro, sempre, comunque, dovunque".

E' triste ammetterlo, ma perfino le campagne ministeriali, credendo con questo di essere un po' razziste, ci garantiscono questa possibilità di protezione in più rispetto agli etero: i nostri opuscoli possono parlare di tutto, dal fist fucking alla dark room e così possiamo veramente agire sui comportamenti, mentre agli adolescenti eterosessuali devono anche dire "conosci il tuo partner, evita gli incontri occasionali etc..." relegando il messaggio sul sesso sicuro in un tale limbo di sporcizia ed eccezionalità da rendere tutto il resto campo aperto al contagio più incosciente.

Avere le dark rooms corredate di preservativi e di messaggi chiari e diretti sull'aids funziona come l'unità di strada nei luoghi di battuage, rende cioè il sesso molto meno a rischio che in tante camere da letto matrimoniali.

Se tu hai il tuo grido di allarme io ho il mio e forse è un po' più documentato: da quattro anni mi trovo ogni giovedì all'ospedale s. giovanni a ricevere i gay che vogliono fare il test Hiv e non ne posso più di vedere test positivi di persone in coppia, incoscienza d'amore e da relazione: altro che dark rooms, bagni o cespugli, qui è l'amore che uccide, è la disinformazione che anche tu contribuisci a propagare, quella che fa dire che se non è un rapporto occasionale e furtivo allora è sicuro.

Il discorso è un altro: finchè si cercherà di modificare la sessualità nel suo complesso, di moralizzare i costumi, di terrorizzare, si fallirà la prevenzione: ne sanno qualcosa negli Stati Uniti (ero lì quell'estate) dove locali e dark room hanno riaperto, ma con i distributori di profilattici nei bagni e gli opuscoli delle organizzazioni che operano nel campo dell'aids. Ne sanno qualcosa i leather che parlano di sesso sicuro sado-maso e si proteggono più di tante coppie serie e non promiscue. E ne dovresti sapere qualcosa anche tu che, come omosessuale, del potere del senso di colpa e degli interdetti, non puoi essere digiuno. E' questa quella cultura proprio della comunità omosessuale di cui parli: negare tutto il lavoro e le consapevolezze a cui si è arrivati non serve a nessuno e non può essere fatto incoscientemente. Se silenzio = morte è una giusta equazione, vorrà dire che tutti siamo chiamati a parlare e correttamente, e magari anche a fare qualcosa. Cordialmente

Deborah Di Cave

presidente del Circolo Mario Mieli

Roma

sabato 13 settembre 2014

GIANNI AMELIO, NATALIA ASPESI E I GAY ANZIANI

di Natalia Aspesi

Nei suoi film Gianni Amelio non ha mai raccontato storie di omosessuali, solo in  I ragazzi di Via Panisperna del 1988, dice, "ho adombrato che tra le cause della scomparsa di Majorana poteva esserci la sua diversità". Adesso il suo documentario Felice chi è diverso, invitato alla Berlinale nella sezione Panorama, raccoglie le storie di uomini che sono stati giovani quando gli omosessuali non esistevano, se non in una vita clandestina temuta, perseguitata, irrisa. E' un film molto bello, che comunica la felicità carnale e la bellezza di una giovinezza difficile e nascosta e la serenità raggiunta negli anni nell'accettazione di sé e del proprio posto nel mondo. Questo film è il suo modo di fare coming out? "Alla mia età sarebbe un po' tardivo, forse ridicolo. Altri dovrebbero essere i coming out davvero importanti, di chi froda il fisco per esempio, di chi usa la politica per arricchirsi. Comunque credo che chi ha una vita molto visibile abbia il dovere della sincerità: e allora sì, lo dico per tutti gli omosessuali, felici o no, io sono omosessuale".
Ci sono stati tempi in cui bisognava nascondersi obbligarsi a una finta vita "normale". E per esempio, come racconta il documentario, il povero Ministro Sullo democristiano, fu costretto a sposarsi e i giornali titolarono "Lo scapolo convertito", mentre  Pier Paolo Pasolini era "Il vate capovolto"; si pubblicavano vignette con una borsa d'acqua calda a forma di sedere per "Pasolinidi" e i giornali di destra lo chiamavano "Il cantore del sordido, del maleodorante..." In televisione ancora in bianco e nero Raimondo Vianello tutto riccioli biondi e gesti leziosi suscitava sghignazzi dicendo "sono al di sopra di ogni sospetto", e pure in Il sorpasso di Dino Risi, Vittorio Gassman spiegava all'ingenuo Trintignant che il suo gentile fattore lo chiamavano Occhiolino per non dire Finocchio. Bastò che Umberto Bindi, autore e cantante geniale, portasse un grosso anello, perché l'informazione lo aggredisse giudicandolo un mostro, cioè un invertito, e perdesse il lavoro, morendo in miseria nel 2002.
Il titolo del film è l'inizio di un verso di Sandro Penna, "Felice chi è diverso essendo egli diverso, ma guai a chi è diverso essendo egli comune". I diversi degli anni 50 e 60 del suo film erano più infelici di quelli di oggi?: "l'omofobia è ancora imperante, capita ancora che ragazzi si uccidano perché froci o ritenuti tali, e quindi scherniti, isolati, picchiati. Insomma la battaglia non è vinta, non c'è da noi un riconoscimento giuridico delle coppie. C'è poi ancora la difficoltà di farsi accettare dalla famiglia, soprattutto dai padri, ancora immersi in una cultura maschilista. Oggi l'onore non riguarda più le figlie ma il figlio maschio".
 Un paio d'anni fa Il Saggiatore ha pubblicato Quando eravamo froci, di Andrea Pini, un saggio sulla condizione omosessuale in Italia dagli anni 40, e qualcuno degli intervistati appare anche nel documentario: per esempio Corrado Levi, 85 anni, noto architetto torinese, un bel vecchio diritto e ironico, che ha scoperto la sua tendenza dopo aver sposato la donna amata e aver avuto due amatissimi figli. "A Firenze andavo a battere alle Cascine, anzi a combattere: un giorno chiesi al grande De Pisis perché durante la guerra si fosse messo con un tedesco e lui mi rispose, "il corpo ha un altro linguaggio".
Il romano Aldo Sebastiani, detto Chierichetta, 72 anni, vive in un ospizio e ricorda come "nella DC c'erano molti omosessuali di primo livello, ma anche a sinistra, e pure nei servizi segreti. Non c'erano problemi e anche il mitico Andreotti aveva la sua bisessualità". Titolo di un giornale d'epoca sotto la foto dell'allora Ministro della Difesa: "E' il buco che traccia il solco ed è la spada che lo difende". John Francis Lane, attore e giornalista noto a Roma negli anni 60, vive adesso in un paesino calabro con il suo compagno di una vita, Fernando, che da giovane era un moro dai grandi baffi e che ha ancora gli occhi lucenti ricordando i viaggi meravigliosi fatti con lui. "Poi John non riusciva più a camminare bene e ho dovuto prenderlo in casa al paese, con tutte le sorelle e le cugine mie intorno", che nelle foto hanno gli sguardi furenti. Roberto e Pieralberto sono una coppia di eleganti settantenni che stanno insieme felicemente da 40 anni e ognuno di loro mostra la foto dell'altro quando era giovane e bello; ed è Roberto a dire, " per fortuna non sono stato mai bisessuale neppure per cinque minuti, se no mi incastravo col matrimonio e sarei stato infelice per tutta la vita". Invece Claudio si è sposato con Alba, una lesbica trovata attraverso un annuncio, per avere i vantaggi del matrimonio, compresi gli assegni familiari. Paolo Poli era di quelli che non volevano sentimenti, cui piacevano "gli incontri alla cosacca" dentro un portone, cioè svelti e finiti lì; Ciro Cascina, attore impegnato camp, descrive con  nostalgia i tempi in cui c'era "la cultura dei vicoli, i recchioni e le femminelle, sin quando è arrivata la parola gay e come quando il neon illumina tutto piatto, è finita la diversità, ci hanno cementato. Poi è arrivato l'Aids e noi siamo diventati la peste e mentre dicevano che quello lassù puniva noi malfattori, non si accorsero che si ammalavano loro". Oggi Ninetto Davoli ha 64 anni, ed è con i suoi riccioli bianchi e il gran sorriso, molto bello; parla della sua poverissima famiglia, che da un paesino calabro si era stabilita in una baraccopoli romana,  sino all'incontro casuale con Pasolini, "che mi cambiò la vita". Quando Amelio aveva quindici anni, un suo professore gli disse, " un omosessuale o guarisce o si suicida". Oppure come i tanti protagonisti del film, diventa vecchio e felice, proprio perché diverso.
(da la Repubblica del 28 gennaio 2014)



















martedì 26 agosto 2014

BARZELLETTE GAY: C'E' CHI PUO' e CHI NON PUO' (COME ROBERTO ALESSI)

 
 
 

 
 
 
barzellette gay:  i due libri  pubblicati in Italia
                                



Nel 1998 Angelo Pezzana classe 1940, ebreo, omosessuale, ex deputato radicale  nonché fondatore nel 1971 del FUORI , il primo movimento degli omosessuali del nostro Paese pubblica  il libro SI FA...PER RIDERE lo humour gay in 100 barzellette edito da Sperling & Kupfer e l'opinione pubblica non se ne accorge neppure. Nel 2012 il suddetto libro (nel frattempo le barzellette sono diventate 101)  viene riedito da Nuovi Equilibri per pochi euro ma anche in questo caso l'opinione pubblica non se ne accorge neppure.





Le migliori barzellette gay e Si fa per ridere: 22 barzellette sono le stesse in entrambi i libri
  

Nel 2014 ed esattamente il 14 agosto scorso viene distribuito nelle edicole di tutto il Paese il libro (uscito nel 2012)  LE MIGLIORI BARZELLETTE GAY in allegato di Visto di cui è direttore Roberto Alessi.  Questa volta l'opinione pubblica  se ne accorge e scoppia  un caso mediatico. Inutile, ma scoppia.





 





giovedì 21 agosto 2014

BELLEZZA: CONSOLI TI DEVI OCCUPARE DELLA SITUAZIONE DEGLI OMOSESSUALI IN ITALIA

 
 
 
 
Quella che segue è la copia di una lettera regalatami da Massimo Consoli e scrittagli da Dario Bellezza nel 1970,  nella quale il poeta esorta Consoli ad "occuparsi della situazione degli omosessuali in Italia". L'originale di questa lettera insieme al resto dei documenti che facevano capo all'archivio "Massimo Consoli" è stato acquisito dallo Stato alla fine degli anni   '90  inizi 2000. Mi auguro che tutto il materiale dell'ARCHIVIO MASSIMO CONSOLI sia messo sulla rete a disposizione di tutti.
 
 
 
 
 
 

venerdì 11 luglio 2014

MINISTRO GIANNINI: SÌ ALLA LOTTA CONTRO L’OMOFOBIA NELLE SCUOLE.


notizia  ricevuta dalla Fondazione Massimo Consoli

Roma, 11 luglio 2014

Questa mattina, presso il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, la Ministra Stefania Giannini ha incontrato le Associazioni Agedo, Arcigay, ArciLesbica, Associazione Radicale Certi Diritti, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno, Gay Center, MIT.
Le Associazioni hanno sottolineato la gravità del fenomeno del bullismo omo-transfobico nelle Scuole e la necessità di azioni positive finalizzate a promuovere la cultura del rispetto e delle differenze e hanno consegnato un dettagliato documento nel quale hanno chiesto, tra le altre cose: una data precisa per l’avvio del corso di formazione rivolto alle figure apicali del Ministero, così come già previsto dall’Asse Educazione ed Istruzione della Strategia Nazionale, per la prevenzione ed il contrasto delle discriminazioni basate sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere e un monitoraggio accurato sulla dimensione e sulla qualità del fenomeno che aiuti a pianificare per il futuro opportuni interventi.

La Ministra si è impegnata a riavviare la Strategia Nazionale nell’ambito dell’Asse Educazione Istruzione, a far partire dal prossimo autunno la formazione delle figure apicali degli uffici scolastici regionali e provinciali, a prevedere all’interno della “Settimana contro la violenza e discriminazione” come tema centrale per l’anno scolastico 2014-15 i temi del contrasto all’omofobia e transfobia.
Si è impegnata inoltre ad un confronto più assiduo con le realtà associative LGBT anche rispetto alla stesura delle nuove linee guide sul contrasto del bullismo e del cyberbullismo al pari delle altre realtà associative che già collaborano con il Ministero.

Le Associazioni apprezzano gli impegni assunti dalla Ministra e vigileranno affinché vengano mantenuti.

Firmatari:
Agedo, Arcigay, ArciLesbica, Associazione Radicale Certi Diritti, Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, Equality Italia, Famiglie Arcobaleno, Gay Center, MIT

domenica 15 giugno 2014

LUIGI CERINA: IL CIRCOLO DI IGNORANZA MARIO MIELI E' STATO GRATIFICATO DI UNA CONGRUA DI DUECENTO MILIONI L'ANNO DALLA REGIONE LAZIO

Diffondo un vecchio volantino  elettorale relativo alle amministrative romane del 1989 molto "simpatico" che non appare neppure nel giro ufficiale del mondo glbt  http://www.wikipink.org/index.php?title=Voto_gay e che in qualche modo spiega le ragioni per le quali gli omosessuali italiani, invece di unirsi, si sono sempre scannati a vicenda. Come ho già sostenuto in più di un'occasione, con l'arrivo dei finanziamenti pubblici erogati per la lotta contro l'aids, comincerà da parte degli attivisti del movimento gay italiano una lotta fratricida inarrestabile per accaparrarsi  i soldi ed acquisire più potere. E tutto questo a danno della nascita di una vera comunità glbt nel nostro Paese.
 
 
 SVENTA L'IMBROGLIO!
4 buone ragioni per  
NON VOTARE
VANNI PICCOLO
presidente del Circolo Mario Mieli
candidato nelle liste comuniste


 

1.    Il circolo di ignoranza Mario Mieli svolge da anni un’opera nefasta sul fronte dell’AIDS, avendo venduto i gay e, ancora più grave, i sieropositivi e gli ammalati, agli interessi diretti del Centro
    Epidemiologico della Regione Lazio, diretto dal comunista Perucci, avendo promosso per anni l’occultamento della situazione di sieropositività criminalizzandola di fatto;
2.     Il circolo di ignoranza Mario Mieli uccide i suoi stessi membri sieropositivi, inducendoli alla rimozione mentale della loro infezione, impedendone così di fatto di curarsi in tempo, e obbligandoli così a iniziare le cure antivirali quando per loro è già troppo tardi;
3.    al circolo di ignoranza Mario Mieli  i sieropositivi sono emarginati e nessuno di loro osa dichiarare la propria sieropositività,come possono queste persone affrontare la loro situazione se nemmeno in tale ambiente ne possono parlare? Che informazione daranno i membri del circolo di ignoranza Mario Mieli a chi si rivolge loro?
4.    il circolo di ignoranza Mario Mieli è composto da una quindicina di persone ed è gestito con metodi staliniani volti a garantire il supporto elettorale al sig. Piccolo che, per il suo asservimento ed il sacrificio degli interessi della comunità omosessuale, dei sieropositivi e degli affetti da Aids, alle strumentalizzazioni ed agli interessi del Partito comunista e dell’Osservatorio Epidemiologico, è stato gratificato di una congrua di 200.000.000 (duecentomilioni) l’anno dalla Regione Lazio.