WORK IN PROGRESS
1995
1996
INTERVENTO DI VANNI PICCOLO
ALIBI ROMA
SERATA PER DARIO BELLEZZA
Sono consigliere del sindaco
Rutelli per i diritti civili delle persone omosessuali, però credo, che tra i
compiti che posso assumermi e anche di difendere, come dire, un pezzo di
memoria, far conoscere ai giovani che prima di poter uscire liberamente in
discoteca, qualcuno, voglio dire, è stato anche aggredito per strada e che
negli anni passati questa pseudo libertà, dice pseudo perché non è totale, di
cui oggi noi godiamo, qualcuno ha dovuto lottare e lotta ancora perché ci
fosse.
E tra questi, l’ha già
ricordato Massimo Consoli, c’è sicuramente Dario Bellezza che è tra le persone
più visibili nel senso della storia, tra
i primi visibili, i primi che si sono impegnati nella storia del movimento.
Ma quello che ci interessa
forse in questo momento, anche, è tra i più grandi poeti del nostro tempo,
detto non da me che non sono assolutamente un’autorità nel campo, ma detto da
Pier Paolo Pasolini, detto da Moravia, che erano gli amici forse i più cari di
Dario Bellezza. Io ho portato qui una documentazione che ricorda tutti i suoi
scritti, tutti i premi che ha ottenuto. Il più importante il premio Viareggio
nel 1976. il Lucio Piccoli, qualche anno più tardi. Quindi non stiamo parlando
di un poeta sconosciuto.
La cosa che però più mi
addolora è che molti di voi non lo conoscono. Allora io credo che essere gay
nella consapevolezza di voler essere tali, significa anche riconoscere quello
che ci appartiene. La storia di Dario Bellezza è una storia di tutti noi non possiamo far finta di ignorare. Allora
anch’io lancio un appello perché voi firmiate questa cosa. Io lancerò la
campagna serrata in tutti i locali perché tutti ci impegniamo e soprattutto e
soprattutto una campagna di solidarietà.
Credo che anche questo ci
aiuta a combattere, tutti ognuno di noi, la nostra piccola battaglia contro
l’AIDS. Dario Bellezza è stato aggredito dalla stampa nella sua privacy,
sbattuto in prima pagina, mentre da solo soffriva dentro una macchina che forse
non aveva grandi risultati medici, ma che certamente gli dava un grande
sollievo. Dario ha riottenuto la macchina, ma nessuno gli potrà ridare quella
speranza che sicuramente si è spezzata quando gli è stata tolta. Noi diamo del
nostro calore, il nostro affetto perché non solo ne ha bisogno, ma credo che
sia un nostro preciso dovere, sia a Dario, grande poeta gay leader del
movimento, la persona nella quale ci possiamo identificare tutti noi o qualcuno
dei nostri amici. Persona che dell’Aids è stato ferito e aggredito dai media.
Vi prego di rispondere in qualunque modo voi abbiate la possibilità o di
corrispondere in qualunque altro modo perché attraverso Dario noi combattiamo
la nostra personale battaglia senza esporci, senza grandi sforzi, contro
l’AIDS.
1997
QUIROMA 2 APRILE 1997
2008
Fonte: gay.it Caterina Coppola
11.04.2008
2010
Sbarca nella rete
telematica l’archivio storico di Massimo Consoli pubblicazioni e informazioni
utili sulla cultura omosessuale e sull’Aids. Il consigliere Vanni Piccolo: “E’
un modo per uscire allo scoperto”.
Il Comune
transenna Monte Caprino? Scoppia la rivolta gay
------------------------- PUBBLICATO ------------------------------
TITOLO: Il Comune transenna Monte Caprino? Scoppia la rivolta gay INCONTRO CON
IL QUESTORE - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -
- Comunita' gay e Campidoglio ai ferri corti per la questione di Monte Caprino.
L' amministrazione non ha ancora preso decisioni concrete, ma e' bastato che
venisse ventilato il progetto di transennare i giardini che si affacciano su
via del Teatro Marcello per far scoppiare la bagarre. La questione e' vecchia
di anni: tutta l' area giorno e notte e' frequentata da "ragazzi di
vita" in attesa di clienti. "E una situazione che conosciamo bene .
dicono in Comune . anche perche' arrivano montagne di lettere di turisti
indignati. E una zona inavvicinabile e sarebbe giusto valorizzarla, ma non
rientra nei nostri progetti a breve termine". Solo a sentirne parlare,
pero' , alcune associazioni dei gay sparano a zero. "Dopo la recinzione
della spiaggia di Capocotta . dice Massimo Consoli, di "Roma gay
news" . questo e' l' ultimo atto di una politica sostanzialmente
antiomosessuale perche' , di fatto, elimina un luogo di ritrovo
tradizionalmente frequentato dai gay. Prosegue cosi' una politica di
"bonifica" che tende a ripristinare la ghettizzazione degli
omosessuali". La presa di posizione e' firmata anche dal circolo
"Michelagniolo" e dall' "Ompo' s" che, in vista delle
elezioni del prossimo anno, lanciano un chiaro messaggio di
"sfiducia" a Rutelli: "Nel ricordare che la comunita' gay ha
propagandato e sostenuto l' elezione dell' attuale sindaco, esprimiamo il piu'
deciso dissenso su siffatte scelte". Intanto, sempre ieri, il questore
Rino Monaco ha ricevuto altri rappresentanti della comunita' omosessuale che
avevano chiesto un incontro dopo gli ultimi delitti gay. La delegazione, guidata
dal consigliere di Rutelli, Vanni Piccolo, era composta da Imma Battaglia,
presidente del "Mario Mieli", e da Andrea Pini, dell' Arcigay.
Piccolo ha espresso "apprezzamento perche' per gli omicidi si
continueranno a condurre serrate e scrupolose indagini affinche' gli assassini
siano assicurati alla giustizia". La garanzia di tale impegno, ha
sottolineato Piccolo, e' fornita dal fatto che i colpevoli di alcuni delitti
sono gia' stati arrestati e "quindi coloro che si accompagnano con gli
omosessuali con intenzioni non oneste non potranno contare su alcuna pigrizia
da parte delle forze dell' ordine". Anche il "Mario Mieli" si e'
detto soddisfatto delle assicurazioni ricevute dal questore e si e' impegnato
"ad operare affinche' venga abbattuto il muro di omerta' all' interno
della comunita' omosessuale" causato dalla paura di discriminazioni e
ritorsioni sociali.
Pagina 49
(14 dicembre 1996) - Corriere della Sera
(14 dicembre 1996) - Corriere della Sera
INTERNET
NAVIGA CONTROCORRENTE
di Antonella Piperno
I gay romani sbarcano su Internet.
Niente siti a luci rosse, ma un serio progetto telematico
che punta a far navigare la cultura omosessuale. “Viviamo nel villaggio globale,
dobbiamo adeguarci”, fa sapere Massimo Consoli, fondatore del movimento gay italiano,
che ha trasferito il suo archivio storico in rete, all’indirizzo http: // www.publibyte.it/promo/consoli.
Primo documento trasmesso, il discorso pronunciato dal sindaco Rutelli nel
corso della commemorazi”. come saranno bilingue tutti i testi dell’archivio
telematico. In rete ci saranno i cinquemila volumi e le decine di migliaia di
pubblicazioni sulla cultura gay e sull’Aids che Consoli raccoglie a Frattocchie
dal 1959 e che la Soprintendenza archivistica per il Lazio ha recentemente
riconosciuto come “fonte indispensabile per la storia non solo sociale ma anche
sanitaria dell’Italia contemporanea”.
“Il nostro sito su Internet – spiega Consoli – si offre ai
gay romani ma anche a singoli, associazioni e organizzazione che hanno bisogno
di informazioni sulla cultura omosessuale Non a caso giorni fa si è fatto vivo
il museo storico della liberazione di via Tasso che chiedeva notizie sulla
persecuzione dei gay durante il nazismo. Ma su Internet ci sarà spazio anche
per le notizie utili (come la prevenzione per l’Aids) e per quelle divertenti,
come il calendario gay: una serie di notizie, a sfondo omosessuale, riguardanti
il personaggio del giorno.
Si scopre così che il 2 aprile del 1725 “nasce Giacomo
Casanova: l’uomo il cui nome, in molte lingue, è oggi il simbolo dell’amante
per antonomasia, all’epoca ebbe numerose avventure anche con i ragazzi”, E che
il 2 aprile del 1875 viene alla luce invece Hans Christian Anderson che “se non
avesse amato i ragazzini non avrebbe mai scritto “la Sirenetta” e “il Brutto anatroccolo”:
il suio giovane amico Edvard Collin lo fece soffrire molto non ricambiandone i
sentimenti”.
E le altre coppie?
Il nuovo sito Internet piace anche a Vanni Piccolo, “consigliere
del sindaco per i diritti civili delle persone omosessuali: “E’ una
documentazione preziosa, non solo per gli omosessuali – spiega – e poi
costituisce un elemento di forza nella nostra battaglia culturale”. Piccolo,
che da tre anni si dà da fare in Campidoglio, lamenta una scarsa partecipazione
della comunità gay: “Sono pochi quelli che escono allo scoperto – spiega –
basti pensare che i gay visibili nella capitale sono poche decine di migliaia.
Tutti gli altri si nascondono, e questo impedisce a proposte di legge come
quella delle unioni civili di decollare. E’ vero che quella è una battaglia
politica, ma se le coppie di gay si presentassero a Montecitorio, se si
cominciasse a scendere in piazza, allora sì che la musica cambierebbe”.
ARRIVA IL NUMERO VERDE
Vanni Piccolo, consigliere del sindaco per i diritti delle
persone omosessuali ha un grande cruccio: non essere ancora riuscito a frenare
la catena di omicidi gay che sta colpendo la capitale, “E’ un fatto
inquietante. Intanto però, dopo l’omicidio del critico teatrale Dante
Cappelletti, abbiamo ottenuto di far riattivare il numero verde della questura
per denunciare violenze o lasciare testimonianze”, informa Piccolo. Il nuovo
numero, che verrà presentato ufficialmente nei prossimi giorni, sarà
accompagnato da una campagna di sensibilizzazione contro la violenza
omosessuale. “Un numero verde già esisteva – spiega Piccolo - ma era stato disattivato perché non veniva
utilizzato. La gente ha molta paura di parlare, e per questo il nuovo
centralino darà anche la possibilità di lasciare testimonianze non dirette, del
tipo “ho visto un tipo sospetto che usciva da una certa casa”.
Ma a che cosa è dovuta la serie degli omicidi gay della
capitale? “All’imprudenza – spiega il consigliere – ma anche alla solitudine di
tanti anziani che non riuscendo a trovare soluzioni limpide per vivere la loro
sessualità si rivolgono a prostituti che tali non sono. Ecco, anche questo è un
vero nodo da risolvere: si dovrebbe mettere ordine nel mondo della
prostituzione maschile. Purtroppo, oggi molti gay si rifiutano di vedere
problemi e pericoli, accontentandosi della libertà che deriva dal poter
frequentare liberamente i locali gay”.
IN
MEMORIA DI DARIO BELLEZZA INCONTRO CON GLI AMICI DI SEMPRE
DOMANI nella sala del Carroccio in
Campidoglio, alle 17,30 verranno ricordate le opere di uno dei più grandi poeti
della seconda metà del nostro secolo, Dario Bellezza. "E' con dolore -
spiega un comunicato - che domani l' assessorato alla Cultura, l' ufficio per i
Diritti Civili delle persone omosessuali, l' Associazione Dario Bellezza, i
parenti e gli amici ricorderanno l' amico scomparso". L' incontro non vuol
essere un mero ricordo, anche se doveroso, ma vuole piuttosto fare il punto
sulla sua opera anche se in modo frammentato e discontinuio. Tra gli ospiti e
gli amici che interverranno sull' 'Io poetico' di Dario Bellezza, fra gli
altri, Gualtiero De Santi, Alberto Bevilacqua, Adele Cambria, Franco Cordelli,
Renzo Paris, Francesco Gnerre, Gianni Borgna, Marta Marzotto, Elio Pecora, Anna
Cascella, Giorgio Monacorda, Fiammetta Jori, Vanni Piccolo, Ippolita Avalli,
Antonio Veneziani, Elsa De' Giorgi, Marina Ripa di Meana, Bianca Maria Frabotta.
Alcuni attori (Patrick Rossi-Gastaldi, Agostino Marfella, Riccardo Reim,
Giacomo Rosselli, Pino Strabioli, Francesca Benedetti, Federico Wardal)
leggeranno inoltre delle poesie inedite di Dario Bellezza.
15
aprile 1997
Fonte: gay.it Caterina Coppola
11.04.2008
Vanni Piccolo (dirigente scolastico, figura di riferimento del
movimento LGBT): "Voto Partito Democratico,
perché ho supportato questo progetto fin dall'inizio con convinzione. Lo faccio
non solo come omosessuale, ma come cittadino, perché bisogna fare un discorso
più ampio. Quello del Pd è un progetto forte, capace di trasformare il sistema
politico italiano. Ed è sicuramente un luogo dove si incrociano storie e
culture diverse. Ho sempre pensato che essere gay non sia un valore assoluto,
come non lo sono essere donna o giovane e la politica si fa lì dove ci sono le
difficoltà. Ho cominciato la mia militanza politica, da gay nel Pci, quando
quello era un partito chiuso e omofobo, cercando di portare nel partito e
tematiche del movimento. I primi passi, sulle questioni LGBT, si sono fatte 40
anni fa. E anche i secondi e i terzi passi. Ma i risultati di oggi sono più
poveri di quelli di qualche decennio fa. Rispetto la sensibilità cattolica, ma
i diritti non vanno confusi con i temi sensibili. La presenza della Chiesa in
temi come le unioni civili, la legge 40 (la
norma sulla fecondazione assistita, n.d.r),
il testamento biologico etc è davvero forte e non mi piace l'eccessiva
attenzione che il Pd ha per i desiderata del Vaticano, credo che non paghi. Ma ci sono posti in cui è
giusto fare le battaglie e purtroppo non sono i posti da 1,5%. E dato che sono
una persona coerente, voterò Pd anche alle amministrative di Roma. Non si può fare una camapgna elettorale puntando su un
solo tema, per quanto per me sia fondamentale. Bisogna fare un discorso
complessivo che riguardi tutta la città e spero che i motivi che mi
spingerebbero a non votare Rutelli, possano diventare argomento di dibattito
dentro il Pd".
2010
-----Messaggio originale-----
Da: GAJAMENTE - critical forum glbtq
A:
Data invio: Wed, 20 Jan 2010 15:04:36 -0800 (PST)
Oggetto: Fw: [F. M. C.] [GAJAMENTE critical forum glbtq] caos e polemiche per le elezioni Arcigay Roma
A:
Data invio: Wed, 20 Jan 2010 15:04:36 -0800 (PST)
Oggetto: Fw: [F. M. C.] [GAJAMENTE critical forum glbtq] caos e polemiche per le elezioni Arcigay Roma
Oltre 200 votanti, uno
scrutinio andato avanti fino alle 22, per un'elezione che si porta dietro un
mare di polemiche: trionfa la mozione Inarrestabile Cambiamento, furibondo
Vanni Piccolo.
Un pomeriggio di tensione e passione. Si trascineranno per lungo tempo le elezioni del Comitato Provinciale Arcigay Roma Gruppo ORA, che ha visto trionfare la mozione a "filosofia "orizzontale" Inarrestabile Cambiamento, da tempo sostenuta dal Presidente in carica Fabrizio Marrazzo. 167 i voti raccolti, rispetto ai 20 ottenuti da Essere Futuro, mozione che vede scendere in campo l'accoppiata Patanè/Trentini.
Incubo regolarità - Pesanti nubi sulla regolarità delle votazioni sono però state alimentate dai tanti votanti mandati via dalla sede romana dell'Arcigay. A farsene 'portavoce' un furibondo Vanni Piccolo, personaggio storico del movimento glbtq e fondatore del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, a suo dire 'cacciato' dalla sede di Via Zabaglia 14.
Contattato telefonicamente, Vanni ha ricostruito l'incredibile pomeriggio vissuto sulla propria pelle, definendo la gestione dell'Arcigay di Roma "fascista e mafiosa". "Avendo la tessera scaduta sono arrivato in sede alle ore 15:30, ovvero un'ora in anticipo rispetto all'apertura della prima seduta, in modo da poterla rinnovare e partecipare attivamente al voto. Non un tessera ex-novo, ma semplicemente un rinnovo ad un socio, a due ore dalla seduta principale, la seconda, attesa per le 17:30. Qui mi sono sentito rispondere 'levati, dobbiamo andare avanti'. Un'evidente, maleducata e volgare volontà di tappare la bocca a chi ha il sacrosanto e democratico diritto di esprimere un'opinione contraria, impedendo formalmente di sostenere una mozione avversaria". "Avevano probabilmente comunque tutti i numeri per fare vincere Inarrestabile Cambiamento, quindi perchè sporcare un voto democratico che doveva essere di partecipazione e confr onto?".
"L'Arcigay di Roma - prosegue Vanni - ha dimostrato ancora una volta di essere totalmente incapace di fare politica, attuando una gestione privatistica. Se c'è una volontà di non confrontarsi, ma solo e soltanto di contarsi, questa non è più politica. Sono un tesserato Arcigay non per i vantaggi che questo porta nel mondo delle saune o dei locali della capitale, ma per un preciso impegno politico, e in quanto tale volevo rinnovare la mia tessera nella sede politica. Dove se no? Come a me, a tantissimi altri soci è stato negato il rinnovo della tessera, escludendoli automaticamente dalle votazioni, a cui hanno preso parte tante 'criptochecche' del mio Partito Democratico, che fanno schifo, nascondendosi politicamente ma andando poi a sostenere non si sa chi e per quali possibili interessi personali".
"Gli organi competenti che dovevano vigilare sull'effettiva regolarità del voto, Alberto Baliello e Riccardo Gottardi, sono stati viscidi ed indegni nel rappresentare le presunte garanzie del congresso, protetto da possenti guardie del corpo, minacciose ed inopportune, visto il luogo in cui ci trovavamo. Il sottoscritto ha evitato scenate di qualsiasi tipo proprio per timore che questi gorilla mi potessero prendere e sbattere fuori a forza, finendo così per infangare ancora di più la storia di un congresso indecente e vergognoso".
"Invitato dal Presidente uscente Aurelio Mancuso alla cerimonia di apertura del XIII Congresso Nazionale Arcigay, che si terrà a Perugia il 12/13/14 febbraio prossimo - conclude Vanni Piccolo - non so a questo punto se andrò. Pretendo che le massime istituzioni prendano le distanze da quanto successo a Roma, facendo chiarezza sulla scandalosa versione privatistica che ormai domina l'Arcigay della capitale. In caso contrario, con l'Arcigay non avrò mai più nulla a che fare".
Risponde Paolo Patanè - Furibondo, perplesso, turbato. Questi gli stati d'animo di Paolo Patanè, candidato Presidente con la mozione Essere Futuro al prossimo XIII Congresso Nazionale Arcigay. Da noi contattato telefonicamente, Patanè ha per prima cosa voluto esprimere tutta la propria solidarietà nei confronti di Vanni Piccolo, "personaggio che ha dedicato la propria vita alle battaglie glbtq. E' indecente e vergognoso il modo in cui è stato trattato. E' gravissimo ed estremamente offensivo che gli sia stato rifiutato il rinnovo della tessera. Vanni, come tanti altri votanti che hanno ricevuto lo stesso identico trattamento, rientrava nei tempi regolamentari delle votazioni. Si è presentato in sede alle ore 15:30, ovvero due ore prima della seconda chiamata al voto, quella 'reale', considerando che per rendere valida la prima seduta bisognerebbe avere un numero di votanti elevatissimo, tenendo conto del numero di iscritt i Arcigay di Roma. Soci ai quali è stato invece negato il rinnovo, trovandosi addirittura l'accreditamento chiuso alle 17:30, orario ufficiale di convocazione".
"Di fronte ad un Congresso simile - ha proseguito Patanè - non posso che esprimere delle profonde perplessità. Anche a Verona la mia mozione ha perso nettamente, ma in quel caso le votazioni si sono svolte in maniera encomiabile, tanto da uscire sconfitto ma con il sorriso sulle labbra. Non capisco come possa passare con così tanta forza il concetto della 'politica del filo spinato'. Un'esagerazione talmente esasperata da portare delle guardie del corpo, ovvero una security privata, a vigilare sul voto stesso. Tutto questo denota una profonda ed enorme debolezza politica". "Se l'alta affluenza di votanti stava creando problemi di inagibilità alla sede, si poteva sospendere il Congresso e rinviarlo, senza doversi affidare a inquietanti guardie del corpo". "Per quale motivo un'associazione ha paura del diritto di voto dei propri soci?".
Un voto, quello romano, che potrebbe avere strascichi addirittura legali: "So che ieri, da più parti, sono state fatte affermazioni gravemente lesive alla mia persona - conclude Paolo Patanè - tanto che mi riserbo di procedere anche per vie legali".
La replica di Fabrizio Marrazzo, Presidente ArciGay Roma - "Congresso assolutamente regolare". Così risponde Fabrizio Marrazzo alle accuse piovute in queste ultime ore da parte di Paolo Patanè e Vanni Piccolo. "Abbiamo svolto un Congresso regolarissimo, per voce dello stesso Collegio dei Garanti, che ne ha confermato l'assoluta validità". "Lo scrutinio dei voti è stato talmente serio e scrupoloso da andare ben oltre le ore 22. Le schede sono state contate e ricontate, con una ventina di voti invalidati. Voti che, tranne in un caso, erano tutti favorevoli alla mozione "Inarrestabile Cambiamento". "L'intero Congresso è stato addirittura ripreso, tramite videocamere, in modo da rendere il tutto ancora più chiaro e limpido dal punto di vista regolamentare. Ciò che dico, che è stato e verrà detto è su nastro". "Più chiaro di così".
E il "caso Vanni Piccolo"? "Vanni Piccolo - ci risponde Fabrizio Marrazzo - si è presentato in sede ben oltre le ore 16, e non alle 15:30. Aveva la tessera scaduta da tempo, voleva rinnovarla, ma per regolamento dovevamo dare la precedenza a chi, prima di lui, era in fila per l'accredito. C'erano oltre 200 persone. Gli abbiamo detto di aspettare un attimo, che avremmo fatto le dovute verifiche, facendo per lui sicuramente un'eccezione, vista l'importanza storica del personaggio. A questo punto ha iniziato ad inveire e a polemizzare, sottolineando come rifiutava 'eccezioni', volendo essere trattato come tutti gli altri soci". "Cosa dovevamo fare di più"?.
"I numeri con cui la mozione Inarrestabile Cambiamento ha vinto - prosegue Marrazzo - sono evidenti: 167 preferenze contro le 20 ottenute da Essere Futuro, senza considerare la ventina di schede nulle, quasi tutte a favore della mozione uscita vincitrice". "Alle 17:30 abbiamo chiuso l'accreditamento. Abbiamo fatto accreditare tutte le persone in fila fino a quell'ora, stoppando i tanti arrivati dopo. Tra questi molti erano sostenitori della mozione Inarrestabile Cambiamento. Non capisco perchè Paolo Patanè si stupisca di questa chiusura alle ore 17:30. Sul sito di Arcigay Roma era scritto a chiare lettere che la seconda seduta di voto sarebbe iniziata proprio alle 17:30. Per votare bisognava per forza di cose accreditarsi prima di quell'ora, e non a partire da quell'ora. Paolo non era presente al voto, perchè a Milano. Ha quindi espresso critiche per 'sentito dire'. Mi auguro che se ne assuma tutte le responsabilità. Il voto di Roma, e lo voglio ribadire, è stato più che valido e regolare". "Sfido chiunque a dimostrare il contrario".—
Un pomeriggio di tensione e passione. Si trascineranno per lungo tempo le elezioni del Comitato Provinciale Arcigay Roma Gruppo ORA, che ha visto trionfare la mozione a "filosofia "orizzontale" Inarrestabile Cambiamento, da tempo sostenuta dal Presidente in carica Fabrizio Marrazzo. 167 i voti raccolti, rispetto ai 20 ottenuti da Essere Futuro, mozione che vede scendere in campo l'accoppiata Patanè/Trentini.
Incubo regolarità - Pesanti nubi sulla regolarità delle votazioni sono però state alimentate dai tanti votanti mandati via dalla sede romana dell'Arcigay. A farsene 'portavoce' un furibondo Vanni Piccolo, personaggio storico del movimento glbtq e fondatore del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli, a suo dire 'cacciato' dalla sede di Via Zabaglia 14.
Contattato telefonicamente, Vanni ha ricostruito l'incredibile pomeriggio vissuto sulla propria pelle, definendo la gestione dell'Arcigay di Roma "fascista e mafiosa". "Avendo la tessera scaduta sono arrivato in sede alle ore 15:30, ovvero un'ora in anticipo rispetto all'apertura della prima seduta, in modo da poterla rinnovare e partecipare attivamente al voto. Non un tessera ex-novo, ma semplicemente un rinnovo ad un socio, a due ore dalla seduta principale, la seconda, attesa per le 17:30. Qui mi sono sentito rispondere 'levati, dobbiamo andare avanti'. Un'evidente, maleducata e volgare volontà di tappare la bocca a chi ha il sacrosanto e democratico diritto di esprimere un'opinione contraria, impedendo formalmente di sostenere una mozione avversaria". "Avevano probabilmente comunque tutti i numeri per fare vincere Inarrestabile Cambiamento, quindi perchè sporcare un voto democratico che doveva essere di partecipazione e confr onto?".
"L'Arcigay di Roma - prosegue Vanni - ha dimostrato ancora una volta di essere totalmente incapace di fare politica, attuando una gestione privatistica. Se c'è una volontà di non confrontarsi, ma solo e soltanto di contarsi, questa non è più politica. Sono un tesserato Arcigay non per i vantaggi che questo porta nel mondo delle saune o dei locali della capitale, ma per un preciso impegno politico, e in quanto tale volevo rinnovare la mia tessera nella sede politica. Dove se no? Come a me, a tantissimi altri soci è stato negato il rinnovo della tessera, escludendoli automaticamente dalle votazioni, a cui hanno preso parte tante 'criptochecche' del mio Partito Democratico, che fanno schifo, nascondendosi politicamente ma andando poi a sostenere non si sa chi e per quali possibili interessi personali".
"Gli organi competenti che dovevano vigilare sull'effettiva regolarità del voto, Alberto Baliello e Riccardo Gottardi, sono stati viscidi ed indegni nel rappresentare le presunte garanzie del congresso, protetto da possenti guardie del corpo, minacciose ed inopportune, visto il luogo in cui ci trovavamo. Il sottoscritto ha evitato scenate di qualsiasi tipo proprio per timore che questi gorilla mi potessero prendere e sbattere fuori a forza, finendo così per infangare ancora di più la storia di un congresso indecente e vergognoso".
"Invitato dal Presidente uscente Aurelio Mancuso alla cerimonia di apertura del XIII Congresso Nazionale Arcigay, che si terrà a Perugia il 12/13/14 febbraio prossimo - conclude Vanni Piccolo - non so a questo punto se andrò. Pretendo che le massime istituzioni prendano le distanze da quanto successo a Roma, facendo chiarezza sulla scandalosa versione privatistica che ormai domina l'Arcigay della capitale. In caso contrario, con l'Arcigay non avrò mai più nulla a che fare".
Risponde Paolo Patanè - Furibondo, perplesso, turbato. Questi gli stati d'animo di Paolo Patanè, candidato Presidente con la mozione Essere Futuro al prossimo XIII Congresso Nazionale Arcigay. Da noi contattato telefonicamente, Patanè ha per prima cosa voluto esprimere tutta la propria solidarietà nei confronti di Vanni Piccolo, "personaggio che ha dedicato la propria vita alle battaglie glbtq. E' indecente e vergognoso il modo in cui è stato trattato. E' gravissimo ed estremamente offensivo che gli sia stato rifiutato il rinnovo della tessera. Vanni, come tanti altri votanti che hanno ricevuto lo stesso identico trattamento, rientrava nei tempi regolamentari delle votazioni. Si è presentato in sede alle ore 15:30, ovvero due ore prima della seconda chiamata al voto, quella 'reale', considerando che per rendere valida la prima seduta bisognerebbe avere un numero di votanti elevatissimo, tenendo conto del numero di iscritt i Arcigay di Roma. Soci ai quali è stato invece negato il rinnovo, trovandosi addirittura l'accreditamento chiuso alle 17:30, orario ufficiale di convocazione".
"Di fronte ad un Congresso simile - ha proseguito Patanè - non posso che esprimere delle profonde perplessità. Anche a Verona la mia mozione ha perso nettamente, ma in quel caso le votazioni si sono svolte in maniera encomiabile, tanto da uscire sconfitto ma con il sorriso sulle labbra. Non capisco come possa passare con così tanta forza il concetto della 'politica del filo spinato'. Un'esagerazione talmente esasperata da portare delle guardie del corpo, ovvero una security privata, a vigilare sul voto stesso. Tutto questo denota una profonda ed enorme debolezza politica". "Se l'alta affluenza di votanti stava creando problemi di inagibilità alla sede, si poteva sospendere il Congresso e rinviarlo, senza doversi affidare a inquietanti guardie del corpo". "Per quale motivo un'associazione ha paura del diritto di voto dei propri soci?".
Un voto, quello romano, che potrebbe avere strascichi addirittura legali: "So che ieri, da più parti, sono state fatte affermazioni gravemente lesive alla mia persona - conclude Paolo Patanè - tanto che mi riserbo di procedere anche per vie legali".
La replica di Fabrizio Marrazzo, Presidente ArciGay Roma - "Congresso assolutamente regolare". Così risponde Fabrizio Marrazzo alle accuse piovute in queste ultime ore da parte di Paolo Patanè e Vanni Piccolo. "Abbiamo svolto un Congresso regolarissimo, per voce dello stesso Collegio dei Garanti, che ne ha confermato l'assoluta validità". "Lo scrutinio dei voti è stato talmente serio e scrupoloso da andare ben oltre le ore 22. Le schede sono state contate e ricontate, con una ventina di voti invalidati. Voti che, tranne in un caso, erano tutti favorevoli alla mozione "Inarrestabile Cambiamento". "L'intero Congresso è stato addirittura ripreso, tramite videocamere, in modo da rendere il tutto ancora più chiaro e limpido dal punto di vista regolamentare. Ciò che dico, che è stato e verrà detto è su nastro". "Più chiaro di così".
E il "caso Vanni Piccolo"? "Vanni Piccolo - ci risponde Fabrizio Marrazzo - si è presentato in sede ben oltre le ore 16, e non alle 15:30. Aveva la tessera scaduta da tempo, voleva rinnovarla, ma per regolamento dovevamo dare la precedenza a chi, prima di lui, era in fila per l'accredito. C'erano oltre 200 persone. Gli abbiamo detto di aspettare un attimo, che avremmo fatto le dovute verifiche, facendo per lui sicuramente un'eccezione, vista l'importanza storica del personaggio. A questo punto ha iniziato ad inveire e a polemizzare, sottolineando come rifiutava 'eccezioni', volendo essere trattato come tutti gli altri soci". "Cosa dovevamo fare di più"?.
"I numeri con cui la mozione Inarrestabile Cambiamento ha vinto - prosegue Marrazzo - sono evidenti: 167 preferenze contro le 20 ottenute da Essere Futuro, senza considerare la ventina di schede nulle, quasi tutte a favore della mozione uscita vincitrice". "Alle 17:30 abbiamo chiuso l'accreditamento. Abbiamo fatto accreditare tutte le persone in fila fino a quell'ora, stoppando i tanti arrivati dopo. Tra questi molti erano sostenitori della mozione Inarrestabile Cambiamento. Non capisco perchè Paolo Patanè si stupisca di questa chiusura alle ore 17:30. Sul sito di Arcigay Roma era scritto a chiare lettere che la seconda seduta di voto sarebbe iniziata proprio alle 17:30. Per votare bisognava per forza di cose accreditarsi prima di quell'ora, e non a partire da quell'ora. Paolo non era presente al voto, perchè a Milano. Ha quindi espresso critiche per 'sentito dire'. Mi auguro che se ne assuma tutte le responsabilità. Il voto di Roma, e lo voglio ribadire, è stato più che valido e regolare". "Sfido chiunque a dimostrare il contrario".—
Nessun commento:
Posta un commento