mercoledì 19 giugno 2013

IMMA BATTAGLIA e MAURO CIOFFARI PUBBLICHINO I LORO BILANCI ONLINE!


I risultati delle elezioni amministrative tenutesi il 26 e 27 maggio scorso a Roma ci  hanno consegnato, sul fronte glbt, qualche piacevole ed inaspettata  sorpresa.

 Ce l’ha fatta  Mauro Cioffari candidato SEL  al I^ Municipio con circa 500 preferenze.  http://www.sinistraecologialiberta-roma1m.org/spip/spip.php?article501

Non ce l’ha fatta invece Rossana Praitano  candidata al consiglio comunale con il Pd che è riuscita  ad ottenere  881 voti.

 



Andrea Alzetta
Botta di …fortuna  invece per Imma Battaglia  che ha ottenuto 1220 voti e che è stata ripescata  in quanto la prima dei non eletti SEL. La Battaglia  entra nell’assemblea capitolina  al posto del suo collega Andrea Alzetta che ha ottenuto 1728 voti, (più di 500  voti rispetto alla Battaglia) ma dichiarato ineleggibile  per un fatto accaduto nel 1996   D:\users\mn\Documents\Alzetta non rieleggibile Ma lui È un paradosso - Roma - Repubblica_it.htm .

 


A questo punto mi auguro vivamente che la consigliera Battaglia, divenuta una donna politica a tutti gli effetti, e per giunta di SEL che,  della trasparenza e della onestà ne hanno fatto da sempre un cavallo di ..battaglia,  pubblichi ora  online i bilanci suoi e anche quelli della sua organizzazione  Di’Gay Project  http://www.digayproject.org/ . Faccia chiarezza una volta per tutte, sulle chiacchiere che circolano e non solo online http://www.wikipink.org/index.php?title=Imma_Battaglia  , relative alla cospicua  condanna  per evasione fiscale comminata  al Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli ai tempi in cui Lei,  ne era stata  la presidente.




Imma Battaglia
 
Spieghi  inoltre la consigliera Battaglia, se il Gay Village è anche suo e in che misura, e se sì, come intenderà risolvere il  suo conflitto d’interesse che si crearà quando  l’assemblea capitolina sarà chiamata a finanziare questo o quel progetto, presentato ANCHE dalle  associazioni che “girano” intorno alla sua persona?




 


domenica 26 maggio 2013

CANDIDATI GLBT PUBBLICATE ONLINE I VOSTRI REDDITI E QUELLO DELLE ASSOCIAZIONI PRESSO LE QUALI AVETE LAVORATO!


E’ soprattutto l’omosessuale militante a parlare di “comunità glbt”. Gli eterosessuali, da questo punto di vista, un po’ perché non sono interessati all’argomento, un po’perché in quanto ignoranti in materia, abboccano a tutte le notizie   diffuse proprio dai cosiddetti frociologi e successivamente amplificate dai giornalisti frociaroli.  E allora esistono due categorie di militanti gay che usano  impropriamente il termine comunità e che mai nessuno si è mai degnato di verificare se esiste o no.  Alla prima categoria appartengono  quei gay che auspicano realmente la nascita di una  comunità  forte e coesa  e cominciano quindi a menzionarla dappertutto, nei loro discorsi, comunicati stampa etc  se non altro come linguaggio, con la speranza che un giorno si sviluppi realmente. Questo è il caso di Dario Bellezza o di  Massimo Consoli che un giorno ad una mia domanda diretta “ ma ndo sta’ questa comunità che hai sempre in bocca e che invece non esiste?” mi rispose, spiritosamente e da gran paragnosta : chérie ma la nostra è una comunità…varia!
Dario Bellezza
Invece  alla seconda categoria appartengono quei gay militanti arrivisti che hanno fatto della loro e dell’altrui omosessualità un business. Costi quel che costi. Penso a un De Giorgi -  militante rampante e commerciante all’interno dello stesso Arcigay, una realtà che  dovrebbe essere una “no profit”. Ebbene questo signore prima partecipa alle primarie del Pd sponsorizzando Renzi  e poi accetta la candidatura di un uomo come Monti che, successivamente lo scarica dopo  che lo stesso De Giorgi viene "sputtanato" per essere stato fotografato insieme a delle drag queen.  Ecco questa gente , quando intereagisce con le istituzioni  e con i media, per avere più visibilità e prestigio, si riempie sempre la bocca di termini nobili  come “comunità”  o di “ rappresentante del movimento glbt”. Purtroppo per noi, le cose non sono come sembrano e la realtà è un'altra. Questi pseudo rappresentanti non sono mai stati eletti dalle/dagli omosessuali di questo Paese e quindi non sono rappresentanti proprio di un bel niente! Insomma ci troviamo di fronte ad una mistificazione omosessuale.  Come diceva  Bellezza “questa gente è rappresentante soltanto di se stessa” e al massimo aggiungo io, della loro cricca. Nulla più.  
 
 
La biografia di Imma Battaglia, per esempio,  su wikipedia e su alcuni organi di  stampa  parla di una  persona che è riuscita, per la prima volta, a portare in piazza 1 milione di persone in occasione del World Pride  2000. In realtà la Repubblica , quotidiano frociarolo, all'epoca parlò di 200.000 mila manifestanti e  la questura  invece di 70.000. Ecco ci vuole una bella faccia tosta a  passare da 200.000 ad un milione di manifestanti nel giro di poco tempo, approfittando del fatto che la gente non ha memoria storica degli eventi e approfittando altresì dell' acclarata poca  professionalità dei giornalisti abituati oramai a riportare le notizie senza averle prima verificate. Conservo ancora un articolo di Consoli dei primi anni ‘90 pubblicato su Paese Sera in cui indicava in 300.000 gli omosessuali residenti nella Capitale in quegli anni. E questo non tanto perché li conoscesse uno ad uno , ma solo in virtù del  rapporto Kinsey del ‘48 che stimava in un 10 % la popolazione omosessuale nel nostro Pianeta! Ecco, la storia gay è piena di  castronerie come quelle sopracitate, tirate fuori soltanto per far credere alla stampa e al politico ‘etero’ di turno  a caccia di voti , e che del mondo gay conosce soltanto al massimo  Platinette e la Luxuria per averle viste in tv, che tu - come presunto leader omosessuale - tieni le redini della comunità glbt. Tutto dipende da te visto che  sei in grado di far spostare centinaia di migliaia di voti in un senso o nell’altro. E aggiungo io , magari fosse così! Perché questo significherebbe essere riusciti nel nostro intento, vale a dire quello di aver creato una comunità. Invece ecco che la realtà è un’altra e  i nodi vengono al pettine.
 
 
Quando  non un partito qualsiasi, ma uno  di sinistra  ( ve la ricordate la falsità diffusa per anni dai vari arcisghei e dai nostri Sallusti alla rovescia che i gay erano tutti di sinistra?) ti offre una candidatura e tu rastrelli alle Regionali 2013 solo 1249 miseri voti (lista civica per Zingaretti) e 3595 la volta precedente alle Europee  2009 (in tutta la circoscrizione sud per Sinistra e Libertà) tu, Imma Battaglia, come ti giustifichi visto che ti vanti di aver portato in piazza un milione di persone in occasione del pride 2000 e ti vanti altresì di raccontare alla stampa che nel "tuo" GayVillage passano ad ogni stagione annuale 200-300 mila persone? Stessa storia per lo straconosciuto Franco Grillini addirittura candidato a sindaco di Roma dal PSI che nel 2008 riuscì a rastrellare solo 13.620 voti. A dimostrazione che le oltre 30.000 tessere di cui si vanta di avere l'arcigay romana  non servono a fare politica ma soltanto per entrare in una sauna o  in una darkroom e a mantenere  i costi  della stessa arcigay.


Ma allora perché questi 300 mila gay romani di cui parlavo sopra e contati male da Consoli,  che avrebbero potuto votare, magari turandosi il naso,  i “nostri” rappresentanti glbtqixyz... invece  in tutti questi anni, di fatto, non l’hanno mai fatto? 
 
 
Venerdi scorso, leggendo la Repubblica , apprendo per caso che  Rossana Praitano – ( è stata per anni, come la stessa Battaglia, presidente del circolo Mario Mieli di Roma), si presenta alle comunali 2013 della Capitale come indipendente nelle liste del PD. Anche la stessa Battaglia, imprenditrice del Gay Village come la definisce Dall’Orto,  ci riprova questa volta  candidandosi  con SEL. Io di certo non le voterò anche se ho ben a cuore termini come “comunità”, “onesta”, “trasparenza” usati a iosa in questi giorni  dalle candidate su citate e dai partiti che stanno rappresentando.

 Queste signore avevano il potere oltreché il dovere morale - prima ancora di occuparsi di unioni civili, matrimoni gay ed omofobia - di dare la massima diffusione,  con ogni mezzo e in special modo attraverso internet, dei bilanci del circolo di cultura omosessuale Mario Mieli di cui, ripeto, per anni, sono state le presidenti.

   Una rendicontazione al centesimo  (visto che il circolo ha preso finanziamenti pubblici e usufruisce di una sede comunale) del loro operato che avrebbe contribuito a fare da collante fra i “vertici” e la”base”. Quella stessa “base”che da anni i vari leaders del movimento dicono di stare al servizio e non servirsene. Base che è composta dalla stragrande maggioranza degli omosessuali italiani che non frequenta i circoli, non va ai pride, che non ha coscienza di sé,  ma che ha  il diritto/dovere ad essere informata.

 

 

 E’ questa la  conditio sine qua non,  insieme a quella di indire le  primarie gay,  consultazioni dirette mai fatte nella storia del movimento gay italiano , a cui  in tutti questi anni non si doveva rinunciare se si voleva realmente creare una comunità glbt nel nostro Paese. Ma dirò di più.
 Queste signore hanno continuato a considerare i cittadini omosessuali di questo Paese come oggetto e non come soggetto di diritto anche quando, sui media anni fa, e più di recente anche in rete su http://www.wikipink.org/index.php?title=Imma_Battaglia ….sono apparse notizie  vergognose riguardanti  una condanna per un’evasione fiscale molto cospicua in cui è stato coinvolto il suddetto circolo. Notizie che gli omosessuali di questo Paese si sarebbero aspettati di leggere sui siti di informazione di queste organizzazioni chiamate in causa ! Con le dovute spiegazioni  del caso non vi pare?

 

Queste signore hanno inoltre sottaciuto e mai preso le distanze nei confronti di  Luigi Cerina, primo consigliere per i diritti civili degli omosessuali, appoggiato in cambio di favori da tutto l’establishment del movimento e condannato per truffa  dalla Cassazione a risarcire più di un miliardo delle vecchie lire per aver speculato sulla pelle dei malati d’aids.

 

Per queste ragioni non sosterrò mai dei candidati  solo perché sono omosessuali come me.

Per dovere di cronaca, l'altro candidato glbt alle comunali di Roma  è Mauro Cioffari per SEL come riportato su http://www.wikipink.org/index.php?title=Voto_gay 
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mercoledì 22 maggio 2013

martedì 7 maggio 2013

DARK ROOM: VENT'ANNI FA IL PRIMO DIBATTITO IN ITALIA


 

 Il 7 maggio 1993, esattamente vent'anni fa,  organizzai  insieme ad altre tre associazioni romane ( i nomi li troverete qui di seguito) un dibattito sulle dark room/aids senza sapere che, così facendo, contribuii a creare “ la prima grossa crisi  del movimento (gay) italiano”. Il primo giornalista di settore a riportare tale notizia (dopo avermi intervistato anni prima) fu Consoli nel 1999 su Bandiera Gay (ed.Croce) :
"7 maggio 1993 - Presso il Circolo Michelagniolo si tiene un dibattito sulle dark room, voluto da Antonio Di Giacomo. E' la prima, grossa  crisi del movimento italiano. Piuttosto che entrare nella logica mercantile del sistema, Di Giacomo preferisce chiudere il bar e mantenere solo le attività culturali". Ecco, a parte l'omissione di non elencare anche le altre associazioni che insieme al sottoscritto organizzarono il dibattito (Istituto Gay Counseling, Arcigay Pégaso di Roma e la Gay House OMPO's), devo dire che per il resto quanto scritto corrisponde alla verità.  Perchè sapete, potevo anch'io andare incontro alle esigenze del mercato gay, come mi suggerisce spudoratamente ancora oggi qualche intellettualoide del movimento, aprire una bella dark room e rispondere in tal modo alla "domanda di sesso" proveniente dal mondo omosessuale.  Sarei diventato ricco e il mio locale sarebbe stato ancora lì. Ma ho preferito chiudere i battenti e non avere nessun morto di aids sulla coscienza. Io. 
 
 
Successivamente Consoli agli inizi del 2000 rilanciò online  la notizia riadattandola leggermente ( a mia insaputa ) su  http://it.wikipedia.org/wiki/Cronologia_della_storia_LGBT. Infine, recentissimamente ho scoperto  che Culturagay.it a cui fa riferimento Dall'Orto Giovanni,  ha fatto sua questa notizia riportandola su   http://www.wikipink.org/index.php?title=Cronologia_della_storia_lgbt storpiandola meschinamente a proprio uso e consumo.
Negli ultimi anni avevo deciso di liberarmi del mio piccolo archivio glbt facendo anch'io una donazione a qualche associazione del settore perchè pensavo, presto ci sarà l'apertura dell'Archivio Massimo Consoli dove potranno accedervi tutti e tutti potranno leggere tutto. Senza alcun tipo di censura. Ma ora, visto come vanno le cose, ( dell'archivio consoli non ne ho più notizie)  a questo punto ho deciso di mettere tutto online e consegnarlo ai posteri senza censure di alcun tipo. Il lavoro è molto lungo e verrà diluito nel tempo e riportato nell'apposita pagina denominata  DARK ROOM.  Buona lettura.
p.s.
se si scorre il resto degli avvenimenti  nelle suddette cronologie glbt, ci si accorge che si arriva ai giorni nostri senza  che si siano affrontate le conseguenze scaturite da questa "grossa crisi del movimento" In parole povere questa crisi di cui accenna Consoli, e con il copia incolla fa propria anche Giovanni Dall’Orto di Culturagay, io non l’ho proprio percepita. O meglio ho visto la prosecuzione, in tutti questi anni, di lotte intestine perpetrate da un gruppo sparuto di persone con l’intento di spartirsi il potere economico e politico con gli anni conquistato sempre di più,  sulla pelle  dell’intera comunità gay del nostro Paese.
 
 
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sabato 20 aprile 2013

RODOTA', AMICO DA SEMPRE DELLE PERSONE DISCRIMINATE, SAREBBE UN GRAN PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Pubblico la prefazione ( insieme ad alcune foto che lo riguardano e  che in questo momento girano nella Rete ) del professor Stefano Rodotà al libro di EZIO MENZIONE "Manuale dei diritti degli omosessuali" pubblicato per la prima volta in assoluto dalla libreria di Babilonia nel lontano 1996 e che considero (nonostante alcune pecche che ho ravvisato e che  illustrerò la prossima volta)  uno di quei rari esempi in cui  il movimento gay si è messo al servizio della sua comunità. Di solito accade il contrario.  Nonostante questo manuale di autodifesa  sia stato ripubblicato alcuni anni fa, continua ad essere  sconosciuto, ahinoi, alla maggioranza delle persone glbt.  Cliccando su http://www-2.radioradicale.it/scheda/85855?format=32 troverete l'intervento audio dello stesso professor Rodotà durante una presentazione del libro tenutasi nel 1996 a Roma presso la sede nazionale della CGIL,organizzata da Maria Gigliola Toniollo.




di STEFANO RODOTA' 
Questo libro è una buona azione civile, in una situazione che non è per niente civile. Le guide ai diritti, infatti, nascono per rispondere a due esigenze diverse: o si tratta di ricordare ai cittadini i poteri di cui già dispongono, i diritti dei quali sono titolari, magari inconsapevoli, indicando anche i modi in cui possono  concretamente esercitarli; o si cerca di costruire una sorta di manuale di autodifesa, strappando qua e là brandelli di diritti in situazioni di sostanziale sordità, se non di dichiarata ostilità.

Il lavoro di Ezio Menzione appartiene a quest'ultima categoria. Ma è una lettura che non deve essere raccomandata soltanto a chi, appunto, può servirsene come un manuale. Direi, anzi, che dovrebbe essere lettura obbligatoria per tutti gli altri che, innanzi tutto, dovrebbero vergognarsi della situazione descritta; e, poi, sentirsi spinti a far qualcosa, qualsiasi cosa, per modificare lo stato delle cose.

Le linee di svolgimento di questa azione di cambiamento sono ormai chiare. Si tratta di partire dal riconoscimento del diritto di identità sessuale, come momento costitutivo della personalità. E, quindi, bisogna proiettare questo dato nella dimensione affettiva, del legame sociale.
Si tratta di questioni che riguardano soltanto la condizione omosessuale? O, attraverso la riflessione puntuale su questa condizione, si scorgono limitazioni più generali delle libertà individuali e collettive? Quando si parla di adozioni o di rapporti tra i partners, ad esempio, si toccano questioni che ormai appartengono alla vita di molti, della persona singola che vuole adottare o di chi fa parte di una qualsiasi coppia di fatto.
Non voglio annegare la specificità spesso drammatica della situazione degli omosessuali in una indistinta necessità di ripensare la disciplina dello stato delle persone. So bene che un rifiuto, una discriminazione basati sull'omosessualità riflettono un atteggiamento e manifestano una stigmatizzazione che non sono assimilabili a quelli che riguardano altri soggetti. La stigmatizzazione, anzi, compare anche in situazioni nelle quali il riferimento all'omosessualità non è per nulla necessario. Penso alle notizie che parlano di un accesso alle tecnologie della riproduzione negato "ad una coppia di lesbiche", quando è del tutto evidente che si tratta di un diniego (per me comunque inammissibile) fondato sulla riserva di quelle tecnologie solo a quelle donne facenti parti di una coppia eterosessuale legale o di fatto: riferito, dunque, ad una condizione personale generale, tanto che l'intervento sarebbe negato anche alla donna sola non lesbica.
La condizione omosessuale diventa così rivelatrice di altre storture. Ed è per questo che, se ci muoviamo sul terreno dei diritti, la loro negazione si tradisce in una negazione dell'ordine comune. Per continuare a discriminare gli omosessuali, si è obbligati a violare principi generali di eguaglianza, di riconoscimento dell'altro. Ed è per questo che ogni azione per i diritti degli omosessuali assume il valore di una ricostituzione di un ordine violato, del rifiuto di una violazione che investe i diritti di tutti. Voglio forzare un po' i dati costituzionali, e rileggo l'articolo 2 dove si afferma che "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali, ove si svolge la sua personalità". Non è forse una piccola formazione sociale l'unione che si stabilisce tra persone dello stesso sesso? Non è forse vero che pure il nostro sistema giuridico si è venuto evolvendo nel senso di un riconoscimento sempre più largo alla forza degli affetti? E allora: non siamo di fronte ad un impedimento al libero sviluppo della personalità quando si nega o si reprime la condizione omosessuale, nella dimensione individuale come in quella sociale?
La risposta cominciano a darcela i fatti, con la loro forza. Se si osserva il mutamento che si produce in tanti sistemi giuridici, e che si concreta appunto nell'abbattimento di discriminazioni, spicca il riconoscimento di una presenza di diritti che porta alla rilevanza giuridica del rapporto stabilito tra partners omosessuali. Qui, sul terreno particolarmente impegnativo delle unioni, si scorge il riflesso della tendenza verso il generale riconoscimento della  coppia di fatto. So bene che non siamo di fronte a processi lineari, che le conquiste di un momento possono sempre essere messe in discussione da un ritorno al bigottismo o da una convenienza elettorale (è quel che accade negli Stati Uniti). Ma questo è il destino dei diritti civili, mai definitivamente conquistati, e che esigono da parte di tutti un'attenzione vigile e continua.
Questo libro è anche il documento di una distanza ancora grandissima tra gli sforzi di rinnovamento civile e la condizione concreta dell'omosessuale in Italia. Anche qui parlano i fatti che, mostrando gli ostacoli radicati nelle norme e nelle prassi, ci parlano delle difficoltà di rimuovere arretratezze e pregiudizi, che ancora dominano anche là dove ci si dovrebbe aspettare un atteggiamento volto a creare le condizioni per la loro eliminazione e, prima di tutto, per rimuovere la cultura che li sostiene.

E' possibile uscire da questa situazione? Il disegno di legge sull'istituzione dello stato di unione civile, pubblicato in appendice, ci dice che questa possibilità esiste, che le vie tecniche sono già state tracciate. Ora si tratta di cominciare a percorrerle. Non serve un gran coraggio. Basta non rimanere prigionieri del perbenismo sempre in agguato, e rendersi conto che l'affermazione dei diritti civili vale qualche sacrosanta forzatura.


domenica 31 marzo 2013

DARIO BELLEZZA 31 MARZO 1996 - 31 MARZO 2013





 
   
Dario Bellezza e Massimo Consoli al Circolo Michelagniolo nel 1993
 









Vorrei ricordare Dario Bellezza nel 17^ anniversario della sua morte riportando qui di seguito uno dei tanti episodi spiritosi che Massimo Consoli raccontava su di lui e che,  nel 1999, pubblicherà  in "Affetti Speciali  ed.Massari)



Dario è sempre stato un salutista. Verso la fine degli anni Sessanta, Roma pullulava di ristorantini macrobiotici o vegetariani concepiti come club privati, associazioni culturali con lo scopo di promuovere la diffusione di stili di vita, anche alimentari, alternativi a quelli dominanti. Per un lungo periodo mi tormentò con lo yin e lo yang, con i cibi positivi e negativi, finché riuscì  a convincermi  ad accettare un suo invito al ristorante macrobiotico di Via della Vite. Io avevo fame, e anche se all'epoca ero magro  da far paura, non ero ristretto nel mangiare. Quelle coppette miserelle di risini anemici mi mettevano tristezza e, quel ch'era peggio, non mi saziavano. Dario mi riprendeva "Consoli, non essere ingordo. Si deve mangiare per nutrirsi, non per riempire lo stomaco. Poi si devono bilanciare le varie sostanze che si immettono nell'organismo, secondo criteri ben precisi".

"Si va bene, ma una bella braciola di maiale, io me la farei proprio".

"Mi meraviglio di te, Massimo. La carne è un cadavere in putrefazione. E' veleno che introduci dentro di te, dentro il tuo corpo che, non dimenticarlo, è un tempio vero e proprio. E' come se ti nutrissi della carogna di un animale. Le sue sostanze velenose ti rimbalzano dentro e ti avvelenano l'organismo, scatenando una sorta di reazione a catena che ti procura tutte le malattie delle quali soffriamo. Prendi un'altra coppetta di riso nero, integrale, invece, e sentirai come starai meglio".
Non ero proprio convinto, ma che potevo fare? Continuai ad andare avanti  a semini di soia e riso, bevendo thé e carcadé coltivati appositamente per quel ristorante, acciocché gli avventori soffrissero a sufficienza per guadagnarsi il paradiso, finché decidemmo di essere sazi (ma fu una dichiarazione unilaterale di Dario, io non ero d'accordo), e ci avviammo verso casa. Abitavo ancora dai miei, così, arrivati a via dei Pettinari, lasciai Dario al portone e me ne andai a prendere il bus 28 dall'altra parte di ponte Sisto.
Mentre attraversavo il ponte mi ricordai di aver dimenticato qualcosa di importante da dargli o da prendere. Tornai indietro, imboccai di nuovo via dei Pettinari, entrai nel portone, salii le scale e suonai il campanello.

Dario mi venne ad aprire dopo pochi secondi. Stava masticando qualcosa. Dalla cucina, immediatamente a sinistra dalla porta d'ingresso, veniva il rumore di uno sfrigolio sopra il gas. C'era un forte odore di olio bruciato, misto a carne. Carne? Com'era possibile?
Dario smise di masticare. Diventò rosso come un bel sammarzano maturo al punto giusto. "Che c'è?", chiese con finta ingenuità, "ti sei dimenticato qualcosa?".

"Sì!", risposi, e senza aggiungere altro entrai difilato in cucina. Sulla macchina del gas (accesa) c'era una padella, e dentro la padella c'era la bistecca più grossa ch'io abbia mai visto nella mia vita. Finalmente mi accorsi che Dario aveva una forchetta in mano. Mi misi quasi a urlare. "Falso e ipocrita che non sei altro! Mi hai fatto morire di fame in quel ristorante, parlandomi di cadaveri, carogne..ma qui la vera carogna sei tu, che poi te ne torni a casa e, di nascosto, ti sfacioli da solo un chilo e mezzo di carne. Morta, sì, ma ben cotta! Non ti vergogni? Affamatore del popolo!".

No. Dario non si vergognava di una quisquilia del genere. Il suo motto sembrava essere: non rimandare a domani quello che puoi mangiare oggi. Riprese il suo sorriso abituale, un po'sardonico e disse: "Consoli, io sono pubblicamente macrobiotico e privatamente carnivoro. Non c'è nessuna contraddizione in ciò, abbiamo tutti il lato da esibire e quello da nascondere. Tu non sei pubblicamente eterosessuale e privatamente frocio? Forse che io ti condanno, per questo?".
 Quella fu una delle tante volte in cui prevalse la mia natura buona: lo lasciai vivo...

domenica 24 febbraio 2013

ELEZIONI 2013: AUGURI A GRILLO DA COMUNITAGAY.BLOGSPOT.IT

 
 
             AUGURI A GRILLO E AUGURI ANCHE A TUTTI NOI!!